Info e prenotazioni
Intero € 20,
Ridotto Soci Coop € 15,
Ridotto studenti € 5
Il diritto alla riduzione sarà controllato all’ingresso del concerto
Tradizioni musicali urbane nell’Italia meridionale
Programma
L’idea di una irriducibile separazione tra la musica eurocolta e quella cosiddetta “orientale” risulta immediatamente problematica quando, all’indagine storico-musicologica, si affianca un approccio comparativo tra le forme, prassi, stilemi e materiali melodici provenienti dalla nostra antichità e quelle osservabili nelle maggiori tradizioni fiorite sulle sponde del mediterraneo.
La musica del medioevo europeo ci consegna innumerevoli esempi di canto melismatico che, dalle più antiche forme liturgiche, raggiunge la massima raffinatezza nella monodia del Trecento italiano. Lo stesso idioma musicale comprende forme strumentali, le Istampitte del codice di Londra, che presentano un’impressionante e ancora inspiegata somiglianza formale con le musiche strumentali delle tradizioni cortesi del medio oriente, in particolare il Pésrev ottomano.
Nei secoli successivi numerose fonti secondarie documentano l’esistenza di tradizioni musicali urbane nell’Italia meridionale, dove strumenti di chiara derivazione levantina come il Colascione accompagnano il canto ed eseguono musica da ballo, dando luogo ad un’estetica che tutti i testimoni riconoscono aliena alla polifonia cortese. Di queste musiche, pur non sopravvivendo alcuna fonte manoscritta, cercheremo di restituire una suggestione adattando ad una prassi monodica esempi di melodie napoletane cinquecentesche pervenutaci in forma polifonica.
Nel suo mito, Europa è una principessa fenicia che, condotta attraverso il mare da Zeus tramutatosi in toro, giunge sull’isola di Creta, simbolica propaggine orientale della nostra civiltà, e fonda la sua stirpe reale. Così, questo programma musicale intende portare alla luce il millenario processo di osmosi in atto tra le culture del Mediterraneo, osservabile perfino in quelle musiche antiche che a volte troppo monoliticamente associamo alla nostra identità di europei.