Home | Programma | Al mio caro amico Haydn
venerdì
03
Luglio
ore 21:30
venerdì
03
Luglio
ore 21:30

Info e prenotazioni

Intero € 20,
Ridotto Soci Coop € 15,
Ridotto studenti € 5

Il diritto alla riduzione sarà controllato all’ingresso del concerto

Programma

Joseph Haydn (1732–1809), Quartetto per archi in do maggiore op. 76 n. 3 “L’Aurora”
Allegro
Poco adagio
Menuetto. Allegro – Trio
Finale. Allegro


Wolfgang Amadeus Mozart
(1756–1791), Quartetto per archi in do maggiore K. 465 “Dissonanzen”
Adagio – Allegro
Andante cantabile
Menuetto. Allegro – Trio
Allegro molto

 

Il titolo di questo concerto, Al mio caro amico Haydn, riprende le parole che Wolfgang Amadeus Mozart fece incidere sul frontespizio dei sei quartetti dedicati a Joseph Haydn (K. 387, 421, 428, 458, 464 e 465). Non si tratta di una formula convenzionale, ma di una dedica profondamente personale, rara per l’epoca, che riflette un rapporto fondato su stima sincera, amicizia e confidenza umana.
Il programma accosta due capolavori del quartetto d’archi settecentesco: il Quartetto in do maggiore op. 76 n. 3 di Joseph Haydn, noto come “L’Aurora”, e il Quartetto in do maggiore K. 465 di Wolfgang Amadeus Mozart, passato alla storia con il soprannome di “Dissonanzen”. Due opere diverse per linguaggio e carattere, ma unite da un dialogo artistico intenso e consapevole.
Tra Haydn e Mozart esistette infatti un rapporto unico nella storia della musica. Haydn, di oltre vent’anni più anziano, riconobbe apertamente il genio del collega più giovane, arrivando a dichiarare a Leopold Mozart: «Davanti a Dio e come uomo onesto, vostro figlio è il più grande compositore che io conosca». Mozart, dal canto suo, considerava Haydn un vero maestro, studiandone a fondo i quartetti e spingendosi, proprio grazie a quell’esempio, verso nuove frontiere espressive.
Il Quartetto “L’Aurora” appartiene all’ultimo ciclo di quartetti di Haydn (op. 76), vertice assoluto della sua produzione cameristica. Il soprannome deriva dal carattere luminoso del primo movimento, in cui il tema iniziale sembra emergere progressivamente, come una luce all’alba. Qui Haydn mostra una padronanza formale piena e consapevole, unita a una scrittura cameristica di straordinaria finezza, in cui le quattro voci dialogano come interlocutori alla pari, secondo l’ideale illuministico del quartetto come conversazione tra amici.
Di tutt’altro carattere, ma non meno rivoluzionario, è il Quartetto K. 465 di Mozart, ultimo del ciclo dedicato a Haydn. La celebre introduzione lenta del primo movimento, con le sue ardite dissonanze e ambiguità armoniche, colpì profondamente i contemporanei, al punto da apparire quasi destabilizzante. Quelle tensioni non sono però provocazioni isolate, bensì l’espressione di una nuova libertà poetica, che amplia il linguaggio del quartetto verso una dimensione più drammatica e introspettiva.
Se Haydn può essere considerato l’architetto del quartetto classico, Mozart ne è il poeta: nella forma appresa dal maestro viennese egli infonde una profondità emotiva e una complessità espressiva inedite. Il K. 465 rappresenta uno dei punti più alti di questo percorso.
Ascoltati insieme, L’Aurora e Dissonanzen non raccontano soltanto due vertici della musica da camera del Settecento, ma anche una storia di ascolto reciproco, rispetto e amicizia, racchiusa simbolicamente in quelle parole semplici e affettuose: Al mio caro amico Haydn.

ATTENZIONE!

Causa maltempo il concerto di stasera 30/06 di Modo Antiquo sarà spostato nella bellissima Chiesa di San Sisto

Vi informiamo che siamo in prossimità del “tutto esaurito” quindi chi volesse garantirsi il posto può recarsi presso la biglietteria della Fondazione Teatro di Pisa oppure chiamare lo 050.941188